Umami

Umami è uno dei cinque gusti fondamentali percepiti dalla nostra lingua. Oltre a dolce, salato, amaro e acido, le quattro sensazioni che tradizionalmente ci guidano durante la degustazione, l'uomo è infatti capace di avvertirne una quinta ben distinta, chiamata in giapponese Umami, termine traducibile come “saporito”. Il "quinto gusto", che si è scoperto essere indipendente dagli altri, si ritrova soprattutto in cibi particolarmente ricchi di glutammato monosodico, un amminoacido naturale presente in molti alimenti di consumo quotidiano fra cui carne, pesce e formaggio.

Nonostante l'Umami sia stato identificato come quinto sapore fondamentale già nel 1908 da Kikunae Ikeda, professore di chimica all'Università Imperiale di Tokyo (da qui il nome giapponese), e la sua esistenza confermata dalla successiva scoperta dei recettori del gusto Umami presso l'Università di Miami, ancora oggi la cultura occidentale fatica ad accettarne l'esistenza, e più che altro a riportare questa sensazione gustativa nell'ambito descrittivo convenzionalmente utilizzato.

Nonostante la scarsa diffusione questa novità ha di fatto modificato in maniera sostanziale la classificazione del gusto storicamente adottata, dimostrando quanto ancora inesplorato sia in effetti il mondo dell'analisi sensoriale.

La scelta del nome dunque, Studio Umami, nasce da qui: dalla voglia di comunicare la nostra apertura verso forme di comunicazione nuove e differenziate, un punto di partenza che riteniamo irrinunciabile per muoversi in un settore così ampio e variegato come quello dell’enogastronomia.